Arte e Cultura

La terra salentina è stata importante territorio di passaggio soprattutto verso l’oriente, sia per traffici commerciali e sia per scambi culturali.

La terra del Salento, bagnata dal mare Ionio a ovest e dal mare Adriatico a est, è percorsa da circa 250 Km di costa, a tratti bassa e sabbiosa e a tratti alta e frastagliata.

Spesso è stata anche terra d’invasione da parte di popoli conquistatori, i quali, però, immediatamente sedotti dalla bellezza del luogo e totalmente affascinati dalla ricchezza della terra, spesso decidevano di stabilirsi definitivamente in questi luoghi. E, mentre condividevano e s’appropriavano di alcuni tratti etnici e culturali, nello stesso tempo vi introducevano nuovi elementi delle proprie culture, apportando, così, mutamenti talora importanti all’originaria fisionomia salentina. Ancora oggi, infatti, in molti paesi rimangono evidenti ed integri i segni delle culture che si sono susseguite: greca, romana, bizantina, normanna e aragonese. Così arricchito, a metà strada tra oriente ed occidente, il Salento ha conosciuto ed acquisito culture e tradizioni, che ancora oggi costituiscono un suo prezioso patrimonio storico e sociale.

Il paesaggio architettonico richiama spesso lo stile delle città dell’Oriente in generale e della Grecia in particolare. D’influenza chiaramente araba sono le “case a corte” (diffuse anche nella vicina Sicilia). Predominano le caratteristiche “case bianche a calce”. Molti centri storici salentini, però, sono contraddistinti dal tipico particolarmente ricco “barocco leccese”.

La popolazione salentina è rimasta e rimane tuttora molto legata ad alcuni suoi valori sociali, civili e morali, che conserva gelosamente e difende con costanza. Proprio per questo sono coltivati particolari “arti e mestieri” indispensabili per la valorizzazione e la  lavorazione di alcuni prodotti tipici del luogo. E’ possibile vedere, tra l’altro, il frutto della lavorazione della terracotta, della ceramica, del ferro battuto. Ricercati sono i ricami artigianali. Particolarmente rinomate sono le architetture e le sculture con la tipica “pietra leccese”, che, grazie alla sua duttilità, si presta ad esprimere idee e sentimenti in forme bel lavorate e perfettamente plasmate.

Non da meno si presentano i lavori realizzati con “carta pesta” leccese (famosi sono i “pupi” per allestire il presepe natalizio).
Ormai imponente è il culto per la pizzica, quella musica martellante, derivante probabilmente dalla cultura greca, ma interpretata con ritmi e messaggi della tradizione salentina. Un tempo, infatti, accompagnava i riti di guarigione delle “tarantate”, cioè delle donne che si credeva fossero state morse dalla tarantola. Negli ultimi anni i ritmi e i contenuti della musica della “pizzica” (e delle numerose  contaminazioni musicali) hanno assunto dimensioni da “fenomeno culturale” ormai esportato in tutto il mondo.

La maggior parte delle foto sono di proprietà di Alex Scarcella – un ringraziamento per i testi a Cosimo Scarcella

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